Private Equity e assicurazioni vita: una coppia vincente per il mercato italiano.

23 settembre 2020
Il Private Equity può essere uno degli attivi sottostanti al contratto di assicurazione vita. Questa alleanza attrae sempre più gli investitori, soprattutto in Italia. In che modo questa combinazione può essere sinonimo di opportunità vincenti? A quali fattori è importante prestare attenzione quando si include questo tipo di asset in una polizza di assicurazione sulla vita? Abbiamo chiesto a quattro esperti di assicurazioni vita e Private Equity cosa ne pensano in proposito in esclusiva prima del webinar del 29.09.2020.

Il private Equity in Italia

L'Italia è un mercato favorevole per il Private Equity

Per Private Equity (o capitale di rischio) si intendono delle operazioni di finanziamento effettuate dagli investitori (persone fisiche o soggetti privati) con l’acquisto di titoli da precedenti azionisti, o con il conferimento di capitale mediante la sottoscrizione di nuovi titoli. È una forma di finanziamento del capitale di MI o PMI non quotate in borsa. In quanto asset decorrelato  dai mercati finanziari, “il Private Equity” permette di individuare società che, grazie al posizionamento raggiunto e ai progetti innovativi elaborati, dimostrano il potenziale per creare valore” specifica Marco Canale, Presidente di Value Italy, e membro del Consiglio Direttivo AIFI, aggiungendo poi che “il ruolo del Private Equity consiste nella partecipazione diretta alla realizzazione di piani di crescita e valorizzazione delle aziende in cui investe”. Le analisi dimostrano come il Private Equity generi maggiori rendimenti nel medio e lungo termine rispetto ad asset più tradizionali come il mercato immobiliare, considerato meno rischioso. Quest'ultimo infatti non ha dimostrato negli ultimi anni una capacità di ritorno molto elevata, oltre a non essere immune da rischi.

L'Italia è un mercato favorevole per il Private Equity: le possibilità di crescita sono elevate perché il tema è ancora nuovo e offre buone prospettive di investimento rispetto ad altri paesi. Per dare un'idea più precisa, nel 2019:

  • il mercato italiano del Private Equity ha investito 7 miliardi di Euro in 272 società;
  • in Germania questa cifra è di 14 miliardi,
  • in Francia è di 19 miliardi, sempre con riferimento allo stesso anno.

Senza considerare i paesi anglosassoni, per i quali questa cifra è ancora più elevata. Le opportunità quindi sono molto interessanti in Italia. Il Private Equity è stato indicato anche dal governo italiano come una delle risorse su cui far leva per la ripresa economica. Proprio per questo il governo attuale ha già implementato misure fiscali che incoraggiano gli investimenti in questo tipo di asset, in modo da rilanciare l'economia nel suo complesso.

Se la crisi del sistema sanitario ha avuto un impatto molto forte sulle dinamiche dell’economia di tutti i paesi, l'Italia ne ha risentito molto prima, ma per alcuni settori questa crisi ha rappresentato una grande opportunità. Le aziende che operano nelle nuove tecnologie hanno tratto profitto da questo cambiamento paradigmatico legato alla digitalizzazione. Per le società di Private Equity operanti in questi settori le opportunità si sono dimostrate quindi notevoli.

Grafico sull'andamento dei fondi di PE in Italia gli ultimi 10 anni

   

Private Equity e polizze vite : punti di attenzione

I fondi di Private Equity sono fondi di investimento alternativi. Questo comporta che le attività non sono liquide, per cui non è facile recuperare in qualsiasi momento il capitale investito. Il legislatore, in Italia come in altri Paesi, ha adottato norme finalizzate ad impedire che gli investimenti in tali asset vengano effettuati senza una piena comprensione delle opportunità ma anche dei rischi connessi a tale tipo di investimento. In correlazione con tali normative, i fondi di Private Equity  sono stati suddivisi in due categorie: i fondi riservati e i fondi non riservati. Solo gli investitori professionali possono accedere al primo tipo di fondi. "Affinché il quadro normativo possa essere rispettato, la supervisione di un manager è una delle migliori pratiche applicate in Italia. Spetta a lui individuare le procedure da seguire, in modo da aiutare il cliente a raggiungere i suoi obiettivi con una certa regolarità", ha sottolineato Andrea Bolletta, co-fondatore dello studio Russo de Rosa Associati.

La novità che è emersa attualmente consiste nella possibilità di creare una combinazione, unendo un contratto assicurativo lussemburghese sulla vita alla detenzione di asset appartenenti alla categoria del Private Equity, con la finalità di ottimizzarne il rendimento. "Oltre agli asset tradizionali (azioni, obbligazioni, ETF), il Private Equity si adatta molto bene alle assicurazioni sulla vita, in quanto sono entrambi prodotti con un orizzonte temporale di lungo termine" indica Giulia Risso, Direttore Private Insurance Italia presso Bâloise Vie Luxembourg. In un contratto lussemburghese in particolare, il Private Equity consente la diversificazione del portafoglio contenuto nella polizza assicurativa, in modo da ridurne la volatilità complessiva, ottenere una nuova fonte di rendimento svincolata dai mercati tradizionali e infine mostrare performance interessanti anche in periodi in cui i tassi di interesse sono bassi. “L'investimento di Private Equity nel contratto assicurativo beneficia anche dei vantaggi tipici delle assicurazioni sulla vita in Italia: sono escluse dalla possibilità di pignoramento e sequestro, non concorrono a formare la massa ereditaria, non sono soggette a imposta di successione e hanno un’imposizione fiscale differita al momento del pagamento della prestazione, oltre alla tutela eccezionale prevista dalla legge lussemburghese”, spiega Giulia Risso.

La domanda che viene spontanea, a questo punto, è se tutti i tipi di Private Equity siano adatti per un contratto di assicurazione sulla vita. “In teoria sì! "Risponde Pascale Sicurani, Product Manager presso Bâloise Vie Luxembourg prima di precisare: il nostro dipartimento dedicato al Private Equity è garante del rispetto delle norme interne di ammissibilità  e del rispetto degli obblighi normativi. Ad esempio, non si può pensare a un contratto di assicurazione sulla vita investito al 100% in Private Equity per motivi di sicurezza in termini di liquidità, e quindi come accade per tutti gli altri asset non bisogna "puntare tutto su una carta”. Inoltre determinate tipologie di Private Equity non sono adatte ad un contratto di assicurazione sulla vita, precisa Giulia Risso: “per chi investe investire in opere d'arte, gioielli, yacht, aeroplani, cavalli da corsa, ville e residenze familiari mi sembra poco consigliabile. " La possibilità di ottenere una valutazione annuale periodica, effettuata da un soggetto indipendente o da una banca, è fondamentale secondo l’opinione dei nostri esperti.

"Per chi gestisce un fondo di tipo Private Equity, è molto importante selezionare aziende con competenze distintive ed innovative. Sono proprio queste aziende quelle che performano meglio e quindi più capaci di creare valore”, suggerisce in conclusione Marco Canale.

desegnini che speghianno i vantaggi del PE

  

Iscriversi al webinar del 29.09.2020

Questi argomenti saranno affrontati nel webinar “Assicurazioni vita e private equity : sfide e opportunità per il private banking in Italia” che si svolgerà martedì 29 settembre, alle ore 17, in livestream con la partecipazione di :

  • Andrea Bolletta (Russo De Rosa Associati),
  • Marco Canale (Value Italy SGR SpA), e membro del Consiglio Direttivo AIFI  
  • Giulia Risso (Bâloise Vie Luxembourg) e
  • Pascale Sicurani (Bâloise Vie Luxembourg)

Per registrarsi al webinar: cliccare qui

Il webinar sarà trasmesso sulla piattaforma Livestorm. Per godere di un'esperienza ottimale è necessario connettersi tramite Google Chrome.

Top